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Formula 1: per i piloti scatta il divieto di indossare gioielli

E’ ufficiale: i piloti di Formula 1 non potranno più sfoggiare monili preziosi durante le gare.

La FIA ha da poco introdotto il divieto di gareggiare con oggetti metallici a contatto con il corpo, per salvaguardare le condizioni dei piloti e ridurre il rischio di ustioni in caso di infortunio. La lista nera comprende collanine, orecchini, piercing e bracciali.

I diretti interessati non hanno preso bene la notizia, soprattutto Lewis Hamilton. Il pilota di Formula 1 si è presentato all’ultima conferenza stampa di Miami con otto anelli, tre orologi, quattro collane e due orecchini.
A quanto pare sarà lui il pilota più penalizzato da questa restrizione, data la sua abitudine a sfoggiare in gara monili stravaganti.

“La gente ama avere potere e farlo valere. È chiaro che fosse una cosa contro di me, sono l’unico che indossa i gioielli. E, in conferenza stampa a Miami, sono andato appositamente in sala con tutti i gioielli che avevo”.

E poi conclude:

‘Abbiamo dedicato troppo tempo ed energia a questo. Ho detto tutto ciò che mi sentivo di dover dire. Ho tolto gli orecchini ogni volta che sono sceso in pista”.

Dopo la protesta del campione della Mercedes, che non ha preso per niente bene la notizia, la FIA ha deciso di fare un’eccezione. Hamilton potrà continuare a indossare i suoi due piercing di platino. Essendo particolarmente “difficili da togliere”, la Federazione ha deciso di chiudere un occhio, ma solo in questo caso.

Probabilmente anche le fedi nuziali e i gioielli con riferimenti religiosi saranno consentiti, ma è ancora tutto da vedere.

Per il resto, tutti i gioielli – orologi compresi – sono banditi. Anche un semplice bracciale metallico o una collanina non passerebbe ai controlli.

Divieto di indossare gioielli: l’obiettivo è la sicurezza

Questa nuova regola è stata imposta per garantire il rispetto degli standard di sicurezza, evitando che i piloti possano aggravare la loro situazione in caso di infortunio. E ovviamente, agevolare i soccorsi ove necessari.

Oltre a poter causare ustioni, gioielli e altri accessori potrebbero ritardare le operazioni di soccorso dei medici o eventuali trattamenti, oltre a rendere difficoltosa la rimozione del casco in caso di infortunio.

I piloti più fashionisti e modaioli dovranno dunque fare attenzione, soprattutto i più scaramantici. Nella lista nera degli oggetti vietati infatti ci sono anche amuleti e gioielli portafortuna.

Tempi duri per il pilota Sebastian Vettel. A quanto pare il campione è solito gareggiare con una medaglietta portafortuna di San Cristoforo nascosta nella scarpa.

Non solo gioielli, divieto esteso anche alla biancheria intima

Divieti simili ci sono già stati in passato, e alcuni piloti sono stati multati per non aver rispettato le regole. All’E-Prix del 2018, Lucas di Grassi era stato multato di 10.000 euro più tre punti di penalità sulla licenza per aver indossato biancheria intima ignifuga troppo corta.

Ma non finisce qui, lo stesso anno a New York i piloti Techeetah, Jean-Eric Vergne ed Andre Lotterer sono stati multati per aver indossato della biancheria intima non conforme durante le qualifiche dell’evento. Nel documento della FIA che introduce il nuovo divieto, sono annunciati anche controlli a sorpresa prima delle gare.

Su questo tema attualmente ci sono opinioni contrastanti. Alcuni sostengono che la scelta sia del tutto giusta – e pensata appositamente per salvaguardare i piloti in gara. Altri invece pensano che nella Formula 1 ci siano questioni ben più importanti da affrontare.

Nonostante le numerose polemiche, la FIA sembra essere molto decisa nelle sue intenzioni, e a quanto pare non vuole saperne di fare passi indietro.


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